Prendi un sorriso

È il momento di riflessioni severe


Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scambiato gli auguri di Natale   - ieri, 18 Dicembre - con il corpo diplomatico in streaming e richiamando l’eccezionalità della situazione nel pieno della pandemia, ha fatto subito capire che le chiacchiere ormai sono inutili: È il momento di «riflessioni severe». 


Bisogna capire che i cittadini di tutto il mondo si aspettano dal 2021 una «svolta» e i loro governi devono rispondere a questa speranza. Dunque non è il momento per tatticismi, nazionalismi, cecità di fronte a sfide epocali, dal virus ai cambiamenti climatici, che richiedono una collaborazione vera fra tutti. Come ha saputo fare l’Europa in piena pandemia, come si accingono di nuovo a fare gli Usa rientrando nel protocollo di Parigi contro le emissioni di gas: esempi virtuosi che dimostrano come sia possibile avere un 2021 migliore.

Non sono tempi normali, ha fatto notare il presidente. Innanzitutto non ci si può attardare nell’illusione dell’autosufficienza. «La diffusione del Covid-19 ha mostrato che le sfide non sono contenibili in un singolo angolo del mondo, e dunque ci riguardano tutti, ci impongono di non chiuderci ciascuno in se stesso, di non volgere il nostro sguardo illusoriamente dall’altra parte» ha spiegato. Dunque serve una «collaborazione internazionale senza riserve» e dunque una «governance» efficacemente globale contro «sfide globali». Due tra le sfide che non rispettano i confini sono «la salute dei popoli e l’ambiente».

Contro la pandemia una collaborazione su medicine, vaccini, aiuti economici è stata fondamentale. La distribuzione del vaccino richiede «alleanze globali, non egoismi». E ora bisogna allargare questa collaborazione, come ha proposto tra i primi l’Italia, garantendo «l’accesso di tutti i popoli alle iniziative di immunizzazione, per dovere di solidarietà e per sicurezza comune».

Ma la riflessione deve ampliarsi a tutte le sfide, non solo a quella contingente. «Le disuguaglianze si sono drammaticamente acuite, le tensioni rischiano di aumentare, le regole che presiedono alla pacifica convivenza appaiono troppo spesso violate», la vita politica internazionale è in affanno. Solo «la solidarietà» ha mostrato di essere un argine efficace alle violenze e alle crisi, che alimentano in vece una perniciosa «volatilità delle relazioni internazionali». «Il futuro o è per tutti o non è per nessuno, come l’anno trascorso ci ha dimostrato» ha proseguito Mattarella.

Il pensiero del Colle va al Mediterraneo, un luogo che molti popoli devono avere diritto di «chiamare casa» ma che ha visto crisi drammatiche negli ultimi anni. A cominciare dalla situazione in Libia. Bisogna intervenire avendo come obiettivo non solo il contrasto delle violenze ma anche l’aiuto per «la crescita e lo sviluppo secondo modelli inclusivi e sostenibili, a partire da investimenti adeguati nell’istruzione, nella salute, nella cultura, per i giovani»

Inoltre il nostro Paese nel prossimo anno sarà presidente del G20 e co-presidente della Conferenza Onu sui cambiamenti climatici Cop26: «l’occasione straordinaria per svolgere un ruolo da protagonista».

 (da La Gazzetta del Mezzogiorno)





Chissà se il ragionier conte l'avrà ascoltato...o era tutto preso da trucco per andare in onda (in diretta) subito dopo??

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